35 ANNI E PER NIENTE STANCO
Quando a inizio novembre la nebbia autunnale si posa sul Passirio e la passeggiata termale lentamente si quieta, al Kurhaus di Merano c’è grande fermento. Dal 6 al 10 novembre 2026 il Merano WineFestival celebra la sua 35ª edizione – con i primi voti massimi della sua storia, uno sguardo uno sguardo proiettato nel futuro e un saluto verso Tokyo.
Dal 1992 Helmuth Köcher – ormai noto nel settore semplicemente come "The WineHunter" – trasforma ogni autunno l'edificio in stile Art Nouveau di corso Libertà in un punto d'incontro per vignaioli, sommelier, operatori e wine lover da tutto il mondo. Ci si conosce. Ci si incontra. E si assaggia ciò che le commissioni d'assaggio della Guida The WineHunter hanno ritenuto meritevole durante tutto l'anno.
I numeri dell'edizione del trentennale più cinque sono di tutto rispetto: 810 aziende, oltre 2.600 prodotti in degustazione e più di 100 produttori provenienti da dodici Paesi – dalla Georgia e dall'Azerbaigian fino al Brasile, all'Argentina e al Sudafrica, passando per il Libano e la Moldavia. Per dare un termine di paragone: lo scorso anno il festival ha registrato oltre 8.000 visitatori, tra cui più di 3.000 operatori del settore e 150 buyer da 32 Paesi.
Quanta consapevolezza di sé può permettersi un festival dopo 35 anni? A quanto pare, davvero molta. Quest'anno il programma non è stato presentato a Merano, bensì il 7 ottobre al Senato della Repubblica a Roma. In quell'occasione, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha proclamato senza mezzi termini Merano "capitale italiana del vino" durante i giorni della manifestazione. Il filo conduttore della 35ª edizione è stato scelto volutamente per la sua temporalità atemporale: eleganza e bellezza – quell'armonia fatta di equilibrio, cura e pazienza che, secondo Köcher, contraddistingue un grande vino così come un prodotto gastronomico di alta qualità.

UNO SGUARDO AL FUTURO
La novità probabilmente più lungimirante manifesterà i suoi effetti solo dopo il festival: dal 2027 il Merano Wine Observatory diventerà una piattaforma permanente per mettere in rete produttori, esperti, commercio specializzato e istituzioni durante tutto l'anno. L'obiettivo è raccogliere dati, scambiare esperienze e individuare i trend prima che stravolgano il mercato – in un settore che sta attraversando profonde scosse sia a livello climatico che geopolitico. L'evento di cinque giorni si trasformerà così in un osservatorio permanente con gli occhi ben aperti 365 giorni all'anno.
Ma le novità non mancano nemmeno per quest'anno. Il brindisi d'apertura di venerdì mattina sarà collegato in diretta con Tokyo, dove in contemporanea si svolgerà il primo Merano WineFestival Japan. Nella WineHunter Area fa il suo debutto la selezione Next Platinum: raccoglie i prodotti che hanno raggiunto il vertice della loro categoria di premio e si trovano a un passo dal gradino più alto. Inoltre, esordiscono i vincitori della Gran Medaglia d'Oro del Mondial des Vins Extrêmes – il concorso promosso dal Cervim dedicato alla viticoltura eroica su pendenze scoscese e in quota. Un tema verso cui l'Alto Adige si sente naturalmente vocato.
E per il versante business: l'ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane) ha raddoppiato il numero di buyer internazionali invitati a Merano. Lo stesso Köcher riassume l'obiettivo con una domanda: «Come verrà prodotto, venduto, consumato e percepito il vino tra 5, 10 o 20 anni?»

VALORE MASSIMO: CENTO SU CENTO
Il WineHunter Award Platinum è riservato ai prodotti che superano i 96 punti. Quest'anno, per la prima volta nella storia del premio, è stato assegnato il punteggio pieno – e per ben quattro volte. Vale la pena affiancare le quattro etichette:
Ferrari Trento, Trentodoc Perlé 2002 – uno spumante di montagna che dimostra come il metodo classico italiano possa sfidare i decenni e misurarsi con i grandi della Champagne.
Cantina Terlano, Alto Adige Terlaner DOC Rarity 2013 – la prova che un vino bianco dell'Alto Adige non deve temere il tempo, ma sa trasformarlo in bellezza.
Attilio Contini, Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 – vinificato in stile ossidativo, profondamente radicato nella Sardegna antica.
Avignonesi, Vin Santo di Montepulciano DOC "Occhio di Pernice" 2012 – un vino da meditazione attinto dalla tradizione toscana.
Metodo classico, grande bianco da affinamento, Vernaccia ossidativa e Vin Santo: quattro stili, quattro regioni – e un comune denominatore. Il tempo. Che tra i primi quattro figuri un'azienda altoatesina come la Cantina Terlano non sorprenderà nessuno da queste parti, ma avrà fatto comunque molto piacere.
In totale sono stati assegnati 101 Platinum Award nelle categorie Wine, Food e Spirits. La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 6 novembre alle ore 16:30 presso il Teatro Puccini, insieme alla consegna di cinque Honour Award e al riconoscimento dei Cult Oenologists – nove enologi selezionati personalmente da Köcher, tra cui Riccardo Cotarella, Carlo Ferrini, Luca D'Attoma, Gianni Menotti e il compianto Franco Bernabei.
Durante la cena di gala della sera seguiranno i cinque WineHunter Stars 2026: Roberto Cipresso (Winemaker Star), Beppe Palmieri, maître-sommelier dell'Osteria Francescana (Wine Manager Star), il conduttore TV Giuseppe "Peppone" Calabrese (Wine&Food TV Host Star), Cristina Mercuri, prima Master of Wine donna in Italia (Communication Star), e alla memoria Livio Felluga, il cui premio Wine Artist Star verrà ritirato dal figlio Filippo. Sempre nella giornata di venerdì verranno premiati i migliori Riesling d'Italia: il Concorso Nazionale del Riesling giunge quest'anno alla sua 20ª edizione.
MOLTO PIÙ DI UNA SEMPLICE DEGUSTAZIONE
La cena di gala di venerdì sera sarà quest'anno un viaggio attraverso cinque regioni e cinque declinazioni dell'eleganza. I piatti saranno preparati in collaborazione con Teritoria, un network di oltre 300 strutture in Europa che vede come Brand President niente meno che Alain Ducasse. Ai fornelli ci saranno Sara Bertocchi e Fabrizio Molteni (Frosch Restaurant), gli chef stellati Massimo Spigaroli (Antica Corte Pallavicina), Arcangelo Tinari (Villa Maiella) e Giacomo Devoto (Locanda de Banchieri), oltre ad Anna Ghisolfi, che curerà il dessert.
È evidente quanto il programma culturale di quest'anno sia fortemente improntato al femminile. Venerdì Laura Donadoni presenterà il progetto europeo "Grapes of Change" per una maggiore parità di genere nel mondo del vino. Sabato Camilla Lunelli presenterà il suo libro Un'arte di famiglia – dalla missione di cooperazione in Africa al rientro nell'azienda familiare trentina Ferrari – mentre Chiara Giorleo traccerà in Vino, donna il ritratto di 90 protagoniste del cambiamento. In serata, le Donne del Vino del Trentino-Alto Adige invitano al Museo della Donna per l'evento "Voci nei calici". Domenica, infine, un tocco di colore locale sarà dato da Mario Vacca con L'Alto Adige in un calice. Vignaioli del Burgraviato, dedicato ai viticoltori della zona.

A tutto questo si aggiungono le WineHunter Masterclass all'Hotel Therme Meran, i format B2B come il WH Buyers' Club e la ICE Buyers Area, oltre al Fuori Salone lungo corso Libertà – il red carpet di Merano aperto anche a chi non ha acquistato il biglietto. La chiusura di martedì sarà affidata come da tradizione alla sfilata Catwalk Champagne&more: una giornata interamente dedicata alle bollicine, affiancata da caviale, ostriche e altre specialità gourmet. Chi dovesse apprezzare un vino allo stand potrà tra l'altro ordinarlo direttamente tramite QR code e app, ricevendo tutto in un'unica spedizione.

LA SIMBIOSI DEL PIACERE
Il vino da solo non è mai bastato a Köcher. Fin dal 1996 il festival porta a Merano anche le migliori eccellenze gastronomiche da tutta Italia, e le commissioni della Guida The WineHunter degustano durante l'anno non solo vino, ma anche Food, Spirits e birra. Dal 6 al 9 novembre, nella GourmetArena, circa 150 aziende presenteranno specialità gastronomiche, birre artigianali e distillati, accompagnati da showcooking e abbinamenti d'autore. Intere regioni si presenteranno in blocco – come la Campania, presente con uno spazio dedicato denominato "Campania Felix".
Due aree meritano una menzione speciale. La WineHunter Rosé Selection è dedicata ai migliori vini rosati, che da tempo non sono più un semplice flirt estivo. La nuova No-Low-Alcohol Area raccoglie invece ciò che sta a cuore a molti produttori in questo momento: bevande a basso o nullo contenuto alcolico. Old school e trendy drinking fianco a fianco, insomma. Köcher annovera i vini a ridotto tenore alcolico tra i trend più importanti del mercato – non da ultimo perché avvicinano al vino soprattutto le generazioni più giovani.
Il punto d'incontro più elegante tra vino e gastronomia si potrà vivere nell'ultima giornata del festival: Champagne e metodo classico italiano abbinati a caviale e ostriche. O, per dirla con le parole della senatrice Silvia Fregolent alla presentazione di Roma: un festival che unisce il buon cibo al buon vino – diventando proprio per questo un luogo di cultura.
MERANO, QUO VADIS?
I biglietti giornalieri e gli abbonamenti sono disponibili online su meranowinefestival.com, dove gli operatori del settore possono anche accreditarsi.
Se tra vent'anni il vino sarà ancora lo stesso, lo scoprirà il nuovo osservatorio. Che continui a essere bevuto a Merano anche allora, è invece una certezza già da oggi.
Fonti:
- Turismo del Gusto: Presentata al Senato la 35ª edizione di Merano WineFestival
- WineNews: Il futuro del vino di scena al Merano Wine Festival n. 35
- l’Adige: Merano WineFestival, al via la 35ª edizione
- WineNews: Merano WineFestival 2026, towards edition No. 35
- askanews/QdS: 8.000 Besucher bei der 34. Ausgabe
- I Grandi Vini: No-Low, anfore e WineHunter Award
- Südtirol.live: Riesling-Prämierung
- Regione Campania: Merano Wine Festival e Culinaria
Foto:: © Merano Winefestival



